Le pagine dei giornali, i focus televisivi e la rete hanno consumato innumerevoli parole sull'influenza Suina e sui possibili pericoli di questa pandemia. Eppure, la sindrome influenzale ormai è divenuto un appuntamento immancabile, infatti, con l'arrivo dei primi freddi sono milioni i malcapitati costretti a letto dai più disparati sintomi. Antonello Arrighi pediatra e ricercatore nel campo delle medicina non convenzionale da tempo integra le cure tradizionali con quelle omeopatiche «perché credo fermamente nella capacità dei metodi naturali. Il punto è che il nostro organismo è in possesso di tutti gli strumenti in grado di difenderlo da questi mali, il nostro compito deve essere quello di attivare le difese così da renderle pronte a possibili attacchi ».
Sta dicendo che l'omeopatia possiede la soluzione?
«Assolutamente no. Non è questione di verità assolute. Di certo oggi l'omeopatia ha raggiunto livelli scientifici di rilievo e quindi può offrire composti sofisticati capaci sia di prevenire che di curare. Certo, nessuno discute che l'uso delle medicine allopatiche sia necessario, ma usando i nostri rimedi si riscontrano ugualmente risultati tangibili. I pazienti utilizzando rimedi omeopatici riscontrano un risparmio di farmaco convenzionale (ad esempio utilizzando Belladonna omeopatica per la sintomatologia febbrile si assiste ad un minor utilizzo di paracetamolo) e osservano che i tempi di guarigione della loro malattia si accorciano».
In cosa consiste la terapia?
«I prodotti che consiglio per la prevenzione e la terapia sono sostanzialmente tre. La frequenza di somministrazione è minima per la parte preventiva e alla comparsa dei primi sintomi va semplicemente aumentata la dose dei ritrovati. I tre prodotti permettono una protezione costante che diminuisce in maniera rilevante la possibilità di contagio. il primo rimedio è l'Euphorbium Compositum è uno spray che ha un effetto sui sintomi nasali capace di attivare le difese locali prima avanguardia della risposta immunitaria».
Insomma dentro di noi la cura di tutti i mali?
«Di tutti no, ma di molti si. Basti pensare che queste strategie difensive sono in nostro possesso e quindi noi non facciamo altro che attivarle così da essere maggiormente protetti».
Cosa differenzia questi rimedi da quelli allopatici?
«Si potrebbe partire dalle parole, infatti, i rimedi tradizionali sono tutti "anti". Antinfiammatori, antivirali, antistaminici, etc. Il loro compito è quello di agire sul sintomo, quindi, molto spesso, il paziente non ha più sintomi ma è ancora ammalato. I Rimedi omeopatici puntano a ristabilire lo stato di salute».
Ma le medicine alternative non sono molto ben viste dalla medicina tradizionale?
«In primo luogo preciso che l'intento dell'omeopatia è quello di integrare la medicina classica, non certamente di sostituirla. Oggi abbiamo dalla nostra parte molti studi scientifici, questo dimostra che l'omeopatia è maturata offrendo risposte sempre più certe e soprattutto perfezionandosi. Ma quello che davvero ci fa onore è la risposta da parte dei pazienti, oggi in Italia c'è un tessuto sociale ricettivo, che guarda con interesse alle medicine non convenzionali».