Necessitavo di un intervento di chirurgia carotidea - afferma R.B. paziente presso l'U.O. di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare dell'IRCCS Neuromed - ma nonostante i medici mi dicessero che i progressi nelle tecniche chirurgiche avevano ridotto i rischi della chirurgia carotidea, non volevo sottopormi all'intervento. Le complicanze a cui potevo andare incontro erano ictus permanenti o transitori, emorragie, infezioni o complicanze cardiocircolatorie.
Ho deciso di operarmi soltanto quando recandomi al Neuromed mi hanno parlato del monitoraggio mediante potenziali evocati motori. L'intervento è riuscito con successo e senza complicanze. Anzi è stato anche più breve di quello che mi era stato pronosticato. Mi sono sentito rinato. Questo il racconto di uno degli oltre cento pazienti del Neuromed già trattati con l'innovativa tecnica di chirurgia carotidea svolta totalmente in anestesia generale senza risveglio intraoperatorio al momento del clampaggio.
Fino a questo momento la chirurgia carotidea era svolta mediante diverse tecniche: in anestesia locoregionale causando però molto stress nei pazienti poco collaboranti, con l' utilizzo dello shunt di routine, il che è gravato da alcune complicanze (embolie, dissecazioni, occlusione dello shunt, alterazioni intimali con trombosi o restenosi postoperatorie precoci), o mediante anestesia generale con risveglio intraoperatorio al momento del clampaggio durante cui si invita il paziente a collaborare (aprire e chiudere la mano) per avere indicazioni circa il suo stato di perfusione cerebrale. Mancava però un sicuro sistema di monitoraggio intraoperatorio in grado di evitare le possibili complicanze.
EEG, i potenziali evocati somatosensoriali, il doppler transcranico, la stump pressure, la saturimetria cerebrale, non fornivano informazioni esaudienti. Invece con la tecnica utilizzata in Neuromed, il paziente monitorato in continuo, dormirà fino ad intervento ultimato perché saranno proprio i potenziali evocati motori uniti a quelli somatosensoriali ad avvisare il chirurgo sulle possibili complicanze del clampaggio carotideo, rendendo questa tipologia di chirurgia sicura e senza rischi.