«Epilambanein» ovvero, essere sopraffatti, colti di sorpresa. È la traduzione romantica dal greco classico di epilessia, una patologia che crea spavento e che spesso si tenta di nascondere. Questa malattia neurologica si presenta e si articola in numerose e distinte sindromi, meglio quindi parlare di epilssie che in comune hanno il manifestarsi con disturbi improvvisi, transitori ed involontari detti appunto crisi. Possono interessare una parte limitata o l'intero cervello, determinare o meno la perdita di contatto con l'ambiente e provocare alterazioni delle percezioni sensoriali o movimenti del corpo. Le crisi più conosciute sono le assenze e quelle con caduta, irrigidimento e scosse. La persona, terminata la crisi, riacquista, nella generalità dei casi e in diversi intervalli, le precedenti condizioni di vita.
Le epilessie, riconosciute "malattia sociale", interessano oltre 300 mila italiani e possono manifestarsi a qualsiasi età: l'80% compare in età evolutiva mentre un secondo picco si ha nella terza età. Le cause possono essere le malformazioni del cervello, malattie infettive, trauma cranici di notevole gravità, malattie infiammatorie dell'encefalo, tumori cerebrali, ictus e malformazioni dei vasi sanguinei del cervello. La guarigione attualmente interessa, non in modo uniforme nelle diverse sindromi, circa il 5% delle persone con epilessia, il 70% controlla le crisi con le terapie ed il 25% è, ancor oggi, farmaco resistente.
Le terapie farmacologiche attuali sono in grado di bloccare le crisi epilettiche ma non sembrano realmente interferire sulle loro cause. Esse possono, in una dimensione limitata, presentare effetti collaterali che influiscono sulla qualità della vita delle persone. Grazie alla recente scoperta della molecola HMGB1 (frutto di un'équipe congiunta dell'Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano e dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, in collaborazione con l'Università Insubria di Varese e l'Academisch Medisch Centrum di Amsterdam), responsabile della particolare condizione d'infiammazione del tessuto cerebrale che pare predisponga la comparsa ed il ripetersi delle crisi epilettiche, si sono aperte nuove prospettive per terapie che agiscano direttamente sui meccanismi che causano le crisi.
Nel nostro Paese esistono strutture specializzate per la diagnosi e cura dell'epilessia mentre la ricerca ha come obiettivo la rimozione della farmaco-resistenza. Proprio su questo si concentra la campagna AICE «Accendi il cuore per l'epilessia! Dona alla ricerca sulla farmaco resistenza ».
Domenica 2 maggio, Giornata nazionale per l'epilessia, si possono donare 2 euro con un sms da cellulare o con chiamata da telefono fisso Telecom Italia al 45506. Tutti i fondi raccolti saranno integralmente destinati alle ricerche sostenute da AICE presso Istituti Italiani d'eccellenza.